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Perché dovrebbero chiedermi di indossare un’uniforme e andare 10.000 miglia lontano da casa a far cadere bombe e proiettili sulla gente marrone del Vietnam, mentre i cosiddetti negri, a Louisville, sono trattati come cani e gli sono negati i semplici diritti umani? No, non andrò 10.000 miglia lontano da casa a dare una mano a uccidere e distruggere un’altra nazione povera, semplicemente perché continui il dominio degli schiavisti bianchi sulla gente scura di tutto il mondo. Questo è il giorno in cui diavoli di tal fatta devono sparire. Sono stato avvertito: prendere questa posizione mi potrebbe costare milioni di dollari. Ma l’ho detto una volta e lo ripeterò: il vero nemico del mio popolo è qui. Non andrò contro la mia religione, contro il mio popolo o me stesso diventando uno strumento per schiavizzare chi sta lottando per avere giustizia, libertà ed eguaglianza. Se pensassi che la guerra porterà libertà ed eguaglianza a ventidue milioni di miei simili non avrebbero dovuto arruolarmi: lo avrei fatto io, domani. Non perdo nulla restando fermo sulle mie posizioni. Andrò in prigione: e allora? Siamo stati in catene per quattrocento anni».

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Cecilia
Cecilia
5 anni fa

Un grande articolo. Una plausibile interpretazione, fondata scientificamente e da me condivisa. Complimenti, davvero, per lo spessore.

christina hammock
christina hammock
5 anni fa

“A cosa serve mettere le bombe a Wall Street? Se vuoi cambiare il sistema, cambia il sistema, non serve a niente ammazzare la gente. Se vuoi la pace non la otterrai mai con la violenza. Ditemi quale rivoluzione violenta ha funzionato. L’hanno fatto gli irlandesi, i russi, i francesi, i cinesi, e questo dove li ha portati? Da nessuna parte. E’ sempre lo stesso vecchio gioco. Chi guiderà il crollo? Chi prenderà il potere? I peggiori distruttori. Sono sempre loro ad arrivare primi. Quello che ho detto in molte mie canzoni è: cambiate la vostra testa. L’unico sistema per assicurare… Leggi il resto »

Giovanni Pacini
Giovanni Pacini
5 anni fa

La nonviolenza come privazione. A 68 anni dalla morte di Gandhi. E’ strano, in parte, che a 68 anni dalla sua morte Gandhi non abbia goduto di particolari celebrazioni, visto il suo indubbio carisma e il ruolo giocato per una delle potenze mondiali emergenti. D’altronde vari aspetti lo rendono un personaggio atipico e a suo modo estremo nel panorama politico. La grande coerenza tra agire politico e convinzioni ideali, con una forte aspirazione religiosa, la critica della modernità occidentale, l’opposizione al sistema delle caste o- motivo scatenante della sua uccisione- la strenua opposizione ai massacri tra indú e musulmani restano… Leggi il resto »

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