Martedì 1 novembre: il cemento, il più grosso business della Mafia.

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Costruisci una città e non avrai più bisogno della lupara per dominare.
Niente puttanate oggi. Puntata serissima su -a ruota dai fatti terremotizi- come siamo messi nel paese dei Pulcinella e quale sia il business criminale più grande. non droga, prostituzione o gioco d’azzardo, ma l’edilizia. E sono (siamo) coinvolti in tanti. Lo sappiamo? Possiamo fare qualcosa? Oppure, stante l’impotenza, ci rassegniamo ai soliti riti consolatori?

Intanto (ri)guardatevi il film in calce al post. E’ del 1963. Regia Francesco Rosi. Poi consultate questi due recenti libri:
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F. Sansa, M. Preve, prefazione di M. Travaglio

ed. Chiarelettere, 2008
Una nuova colata di cemento si abbatte sull’Italia, a partire dalla Liguria. Castelli, ex fabbriche, conventi, colonie, ex manicomi, ospedali: tutto si può “riqualificare”, parola magica che nasconde ben altro. Politici locali e nazionali, di destra e di sinistra, imprenditori, alti prelati, banchieri, siedono contemporaneamente in più consigli di amministrazione e si spartiscono cariche pubbliche, concorsi, appalti, finanziamenti. Allo scopo servono anche associazioni culturali o in difesa dell’ambiente, appuntamenti gastronomici, feste e premi. La Liguria sta coprendosi di quasi tre milioni di metri cubi di cemento e se non c’è più posto a terra, si prova sul mare, costruendo nuovi porti per decine di migliaia di posti barca. Non mancano neppure i grattacieli, opera di architetti prestigiosi (Bofill e Fuksas a Savona, Consuegra ad Albenga) che hanno messo da parte qualsiasi scrupolo paesaggistico. Parlando di cemento e di piani regolatori, si arriva necessariamente a parlare della mancanza di regole di una classe dirigente in bilico tra l’imbroglio, la trama del sottogoverno e l’interesse personale. Ma non tutto è perduto, c’è chi si batte e ottiene risultati sorprendenti. Basta cominciare dal basso.

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La Colata
Il partito del cemento che cancellando l’Italia e il suo futuro
Chiarelettere, agg. 2016


“Indignatevi, rapidamente. Non lasciate che deturpino il vostro bene più prezioso… Chiamate a raccolta tutti.”

Luca Mercalli, meteorologo

L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre.

Il partito del cemento avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni.

Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno).

Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi “sociali” (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no.

Gli autori di questo libro sono andati a vedere l’Italia com’è e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati: la Sardegna di nuovo in mano agli speculatori, le Langhe trasformate in shopville, l’invasione di seconde case sulle Alpi (costruiscono persino sulla Marmolada!), il Brenta violentato, gli affari della Chiesa nelle città liguri, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a Milano, di Caltagirone e dei soliti noti a Roma, la storia triste di Bagnoli. Neanche Siena e Firenze vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni.

Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. Comitati di cittadini si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare.

Ferruccio Sansa, giornalista a «Il Messaggero», «la Repubblica», «la Stampa», è ora inviato de «il Fatto Quotidiano». Con Marco Preve “Il partito del cemento” (Chiarelettere 2008).

Andrea Garibaldi, ha lavorato per vent’anni a «Il Messaggero». Dal 2004 è inviato speciale per il «Corriere della Sera» e si occupa prevalentemente di politica nazionale.

Antonio Massari scrive per «il Fatto Quotidiano» e ha collaborato con «la Repubblica»,«La Stampa», «il manifesto», «l’Unità», L’espresso.

Marco Preve è nato a Torino ma vive e lavora a Genova da quasi vent’anni come giornalista de «la Repubblica».

Giuseppe Salvaggiulo, trentatré anni, pugliese, ha lavorato nelle redazioni di «Libero» e «Il Giornale». Dal 2008 si è trasferito a Torino e lavora a «La Stampa», dove si occupa di cronaca, politica e società.

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Stefano Nespor
Stefano Nespor
5 anni fa

Le donne devono essere come il sole perché dà vita. Però non devono essere come il sole, perché ha delle macchie. Devono assomigliare alla luna, che è la compagna della terra, però non devono assomigliare alla luna perché ha molte facce. Devono essere come il vetro, che non nasconde nulla di ciò che ha dentro , però non devono essere come il vetro perché è molto fragile. Devono essere come lo specchio che dice sempre la verità , però, ahinoi ! non tutta le verità si possono dire. Devono essere come la sabbia, che è sottile e fine, però non… Leggi il resto »

Aldo Necchi
Aldo Necchi
5 anni fa
Reply to  Stefano Nespor

” Portar seco due o tre once di coca ben chiuse in una scatola di latta. Quando si debbano far marce faticose o rimanere a digiuno per più ore, masticando queste foglie e ingollandone con il succo, si resiste alle fatiche senza provare stanchezza…”. Così suona il secondo dei “Consigli igienici dati da un medico a un soldato della patria che parte per la Sicilia (1860). Il medico era Paolo Mantegazza, che da due anni era rimpatriatato dal suo primo soggiorno sud-americano, e l’anno precedente aveva pubblicato l’entusiastico volume delle sue esperienze su se stesso con la coca (“Sulle virtù… Leggi il resto »

Aldo Necchi
Aldo Necchi
5 anni fa

En Rojo y Negro TV queremos hablar de prisión, prisión preventiva, multas, detenciones y cazas de brujas. De policía, guardia civil, jueces, fiscales y también de la clase política y sus leyes mordaza. Hablamos de represión y de cómo la ejercen.
Participan en este programa:
– Ermengol Gassiot de CGT Catalunya
– Elena Ortega de Madres Contra la Represión
– Arantxa Flores de Comisión Legal Sol
– Oscar Reina del SAT.
https://www.youtube.com/watch?time_continue=169&v=m0sN6wcJXO4

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